Tommaso (David) Zimmerman

Robert (Eli) Rubinstein

Anna (Annie) Rubinstein

 

Il 5 marzo del 1948 nasce nell'ospedale Maria Vittoria di Torino Robert (Eli) Rubinstein, figlio di Judit Schwarcz e di Bela (Bill) Rubinstein, due profughi ebrei ungheresi.

 

Ce rtificato nascita Eli Rubinstein

La coppia era giunta al Campo DP n. 17 di Grugliasco, dopo un lunghissimo viaggio e molte tappe intermedie, nella seconda metà di aprile del 1946, e nel Campo si erano sposati nel giugno dello stesso anno. Judit, nata nel 1920, era sopravvissuta ad Auschwitz ma, tranne un fratello, la sua famiglia era stata completamente sterminata. Bela, del 1908, si era salvato dai lavori forzati ma aveva perso la moglie e due figli, deportati e finiti nelle camere a gas.

 

Foto 12 DP Camp n 17 di Grugliasco. Le famiglie Rubinstein Zimmerman e Hofstadter

Da sinistra a destra: Armin, Judit e Bela Rubinstein, Dezso e Vera Rubinstein con Anna, Magdi e Bela Zimmerman, Aranka e Sandor Hofstadter nel campo profughi di Grugliasco. Fine 1947.

 

All’ingresso in Polonia dell’Armata Rossa, i tedeschi evacuano gli ultimi internati di Auschwitz costringendoli a una lunga marcia della morte. Tra questi vi sono anche Judit Schwarcz e sua cugina Regina Hofstadter. Lungo la strada verso Schwerin, in Germania, incontrano reparti dell’esercito degli Stati Uniti e i tedeschi si danno alla fuga. Per qualche tempo le due donne rimangono lì, assistite dagli americani. Successivamente Judit fa ritorno al suo paese natale, Szerencs, nella speranza di ritrovare qualche membro della sua famiglia. Ritrova però solo il fratello Yitzchak, che era riuscito a rimanere in Ungheria fuggendo dal treno diretto ad Auschwitz e, raggiunta Budapest, era stato nascosto e salvato da Raoul Wallenberg. Successivamente Judit viene ospitata per un certo periodo a Mezokovesd dallo zio materno Wili Hofstadter, sopravvissuto a Mauthausen con i due figli Imi e Sandor (Sanyi). E' in questo periodo che lo zio le presenta, con l'intenzione di trovarle un marito,  Bela Rubinstein, la cui famiglia conosceva molto bene. La stessa Judit aveva conosciuto ad Auschwitz Magdi Schwarcz, una nipote di Bela. Bela era rientrato nel suo paese, Szentistvan, raggiunto mesi dopo dal fratello Dezso, che come lui aveva perso la moglie, e da un nipote. La casa dei Rubinstein non era stata requisita, come pure il loro mulino, ma il nuovo governo comunista ungherese sta pianificando la nazionalizzazione di tutte le attività produttive private, per cui Bela e il fratello sono convinti ad andarsene il prima possibile. Bela e Judit si incontrano e si piacciono, progettano di emigrare insieme in Palestina, ma non possono sposarsi subito perché, essendo la morte della moglie di Bela solo presumibile, è necessaria una dispensa speciale rabbinica. Dezso invece si fidanza con Vera Hlein, una ragazza di  Mezokovesd; Magdi Schwarcz, nipote di Bela, sposa a Szentistvan Béla Zimmerman, mentre il cugino primo di Judit Sandor (Sanyi) Hofstadter si fidanza con Aranka (Kicsi), la sorella più giovane di Magda.

Si forma così un gruppo famigliare, cui si aggiunge Armin Rubinstein, il fratello maggiore di Bela e Dezso, deciso a fuggire dall'Ungheria. Nei primi giorni dell'aprile 1946 il gruppo giunge in treno in Yugoslavia e poi entra in Italia, a Trieste. Dopo qualche giorno passato nel vecchio ghetto della città, su indicazione di rappresentanti della Brichà (organizzazione sionista che si occupava di far arrivare clandestinamente i profughi ebrei in Palestina eludendo il blocco britannico) tutti insieme prendono un altro treno alla volta di  Milano. Lì si rivolgono agli uffici locali dell'U.N.R.R.A. , che li registrano ufficialmente come “displaced persons ” (profughi).

Dopo qualche giorno passato a Milano, il gruppo si trasferisce nel kibbutz di Abbiate Guazzone (Tradate, in provincia di Varese), dove il 1° maggio 1946 Dezso Rubinstein, il fratello di Bela, e Sandor Hofstadter, cugino di Judit, si sposano rispettivamente con Vera Hlein e con Aranka Schwarcz nel corso di una cerimonia collettiva, insieme ad altre coppie, in cui le spose si passano una dopo l'altra un unico velo.

Successivamente vengono trasferiti al Campo per “Displaced Persons ” n. 17 di Grugliasco, nelle immediate vicinanze di Torino. In quel momento il Campo ospita all'incirca un migliaio di profughi. Il complesso ospedaliero è grande, ma certo i servizi – soprattutto quelli igienici – non sono adeguati a supportare una popolazione così consistente. La privacy è pressoché inesistente: i profughi dormono assieme nelle grandi stanze adibite a dormitorio, mangiano assieme ai tavoli predisposti nelle stanze stesse il cibo ritirato dalla Cucina Centrale, utilizzano assieme i bagni. Le razioni alimentari fornite dall'U.N.R.R.A. e preparate nella cucina centrale sono quantitativamente sufficienti, ma carenti dal punto di vista dietetico, non comprendendo né frutta, né verdura. I profughi quindi si arrangiano in proprio attraverso baratti e integrano quando possono i loro pasti  attingendo a quanto offerto dal mercato locale di Grugliasco. Le coppie con bambini vengono invece ospitate in stanze più piccole, spesso ricavate dalla suddivisione delle camerate, usufruendo così di un proprio spazio. Comunque, nel Campo n.17 di Grugliasco le coppie si sposano e, come ricorda Judit Rubinstein, in pratica ogni donna del campo in grado di procreare o è in gravidanza, o è una neo-mamma. Bela riesce a ottenere da un rabbino suo compaesano, profugo a Livorno, una dichiarazione di morte presunta in Auschwitz della sua prima moglie e dunque l’autorizzazione a risposarsi con Judit.

 

 

Foto 13 Judit e Bela Rubinstein il giorno del loro matrimonio

 Judit e Bela Rubinstein il giorno del loro matrimonio nel campo profughi di Grugliasco. 9 giugno 1946 

 

Il matrimonio si svolge a Grugliasco, nel prato del Campo n.17 antistante l’edificio della Direzione Amministrativa, il 9 giugno 1946. A celebrarlo è, stando ai ricordi di Judit, un rabbino jugoslavo membro dell’organizzazione sionista Mizrachi, anch’egli profugo ospitato nel Campo, in attesa di poter partire alla volta della Palestina. Il pranzo di nozze consiste in un barile di sardine, acquistato al mercato per la speciale occasione, da condividere con tutti gli invitati. Musica, canti e balli proseguiranno sino a notte inoltrata. Nel frattempo Bela Rubinstein, suo fratello Dezso e Sandor Hofstadter trovano un impiego presso una piccola azienda di pelletteria torinese, di proprietà di una certa Signora Finzi. Lavorano senza alcun compenso, ma il loro apprendistato nella lavorazione delle pelli si sarebbe poi rivelato molto utile. Nell'ambito dei laboratori di formazione professionale istituiti e gestiti dall'O.R.T. (Organization for Rehabilitation through Training – Organizzazione mondiale ebraica non governativa dedita all'istruzione e alla formazione professionale) nel Campo n. 17 di Grugliasco, così come negli altri campi profughi presenti in Italia, Judit trova invece un'occupazione remunerata come istruttrice di taglio e cucito, attività in cui può mettere a frutto quanto aveva  imparato in Ungheria prima della deportazione. Diventa anche membro e vice-presidente della attivissima sezione locale del WIZO (Women's International Zionist Organization), occupandosi di supportare le donne in gravidanza e le neo-mamme e di fornire loro elementi essenziali di puericultura.

Il 20 maggio 1947 il gruppo di profughi ungheresi gioisce per la nascita di un primo bambino: Tommaso (David), figlio di Magdi, la nipote di Bela scampata ad Auschwitz insieme a Judit, e di Bela (Dov) Zimmerman. Segue, il 7 gennaio 1948, la nascita di Anna (Annie), figlia di Vera e di Dezso Rubinstein, fratello di Bela. Infine è la volta di Bela e di Judit, cui come si è detto il 5 marzo 1948 nasce Robert (Eli) Rubinstein. 

 

Certificato di nascita di David (Tommaso) Zimmerman 

 

Certificato di nascita di Anna Rubinstein 

 

Judit  vorrebbe, come buona parte dei profughi, poter raggiungere Israele, dove già si trovava suo fratello Yitzchak, ma nel 1948 il nuovo Stato è subito impegnato nella guerra d'indipendenza contro i vicini paesi arabi e pertanto trasferirvisi con bambini piccoli le sembra molto rischioso. Giunge però voce al Campo che il 13 giugno 1948 a Roma una delegazione canadese, guidata da due rappresentanti del Sindacato Canadese dei Pellicciai, avrebbe effettuato una selezione tramite colloquio di profughi ebrei da far emigrare in Canada come manodopera per l'industria delle pelli e pellicce, in piena espansione. Da Grugliasco partono, per partecipare alla selezione, Armin, Bela e Dezso Rubinstein, insieme a Sandor Hofstadter e Bela Zimmerman: nel contingente scelto figureranno Bela, suo fratello Dezso e Sandor; vengono invece scartati Armin perché a 56 anni è considerato troppo vecchio e Bela Zimmerman perchè ormai era stato raggiunto il limite contingentato di profughi ebrei che in quel momento il governo canadese era disposto ad accettare. I primi a partire sono Bela e Judit con il piccolo Eli, Dezso e Vera con Anna. Sandor e Aranka Hofstadter partiranno con un secondo gruppo, una settimana dopo. I Rubinstein si imbarcano a Genova su una nave polacca, la S.S. Sobieski, e giungono al porto di Halifax il 19 settembre 1948; da lì, scelgono come destinazione finale la città di Toronto.  

Magdi e Bela Zimmerman, con il piccolo David (Tommaso), da Grugliasco si trasferiscono nel kibbutz di Rivoli e da lì, qualche mese dopo, partono alla volta di Israele. Armin invece, tramite un matrimonio combinato con una cittadina americana, riesce ad ottenere il visto per gli Stati Uniti e a sistemarsi a Los Angeles. Circa 6 o 7 anni più tardi, peraltro, Magdi, Bela e Tommaso (David) Zimmerman avrebbero lasciato Israele per raggiungere tutti gli altri in Canada.

Eli Rubinstein tornerà due volte in Italia, a rivedere il complesso dell'ex Campo profughi n. 17 di Grugliasco: la prima volta nell'aprile 1994, insieme a sua moglie e alla madre Judith, e la seconda nel 2005, con la moglie e un figlio.  

 

Foto 14 A David Zimmerman m

David Zimmerman al Campo di Grugliasco 


Fonti:  Intervista a Judith Schwarcz Rubinstein in Sara Vinçon, Vite in transito. Gli ebrei nel campo    profughi di Grugliasco (1945-1949 ), Torino, 2009.

          Robert Eli Rubinstein, An italian renaissance. Choosing life in Canada, Gerusalemme, 2010.

           Archivio Storico della Città di Grugliasco, busta 299, XII.1.2/1, Atti di nascita dei profughi, 1946/1949.

            Fotografie: archivio della famiglia Rubinstein