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I bambini dei profughi nel giardino del Campo n. 17 a Grugliasco. Ultimo a destra: Peter Tannenbaum

 

Nel 1979 Judit e Bela Rubinstein fanno un viaggio in Uruguay, a Montevideo, per rivedere dopo un trentennio altri due profughi ebrei di origine ungherese conosciuti proprio nel Campo n.17 di Grugliasco: Miklos e Anna (Anczi) Tannenbaum.

La coppia era riuscita a scampare alle deportazioni in Ungheria, a differenza delle loro rispettive famiglie, nascondendosi in cantine, soffitte, nelle campagne. Alla fine della guerra, però, lasciano l'Ungheria e, attraverso l'Austria, giungono in Italia nel settembre del 1945. Il 5 aprile 1946 nasce a Genova il loro primo figlio, Peter: forse i Tannenbaum si trovano in quella città nella speranza di potersi imbarcare su una nave che li porti in Palestina. Invece, presumibilmente nella seconda metà del 1946 la famiglia giunge al DP Camp n. 17 di Grugliasco, più o meno nello stesso periodo in cui vi arrivano i Rubinstein, gli Zimmerman e gli Hofstedter, gruppo con il quale faranno amicizia anche grazie alle comuni origini. E' probabile che Anczi partecipi ai corsi di sartoria organizzati nel Campo dall'ORT e nei quali insegna Judit, poiché in alcuni documenti successivi viene per lei indicato il mestiere di sarta.  [Tolino1]

Foto 16 Peter Tannenbaum davanti a un edificio del Campo 17 di GrugliascoFoto 17 Peter Tannenbaum e la madre nel giardino del Campo 17 di Grugliasco m

Peter Tannenbaum davanti a un edificio del Campo n. 17 di Grugliasco – Peter Tannenbaum e la madre Anczi nel giardino del Campo profughi n. 17 di Grugliasco

I Tannenbaum, come tutti gli altri profughi, vorrebbero emigrare il prima possibile. Difatti, l'11 aprile 1947 ottengono dai Carabinieri del nucleo di servizio presso il Campo n. 17 un'attestazione di buona condotta che servirà loro per ottenere un visto di ingresso in qualche paese.  [Tolino2] 

Documento 4 Richiesta cert buona condotta Tannenbaum

Attestazione di buona condotta rilasciata ai coniugi Tannenbaum

 

Miklos desidererebbe tanto poter andare negli Stati Uniti, nonostante gli stretti limiti posti alle quote di immigrazione. Lo desidera al punto tale da scrivere, il 26 giugno 1947, una lettera di accorata richiesta di aiuto in tal senso a Pierce Williams, allora direttore dell'U.N.R.R.A.

Foto 18 Lettera di Miklos Tannenbaum esposta nella mostra ONU s

Lettera di Miklos Tannenbaum esposta in una mostra dell’ONU a New York 

 

Alla lettera acclude una fotografia del piccolo Peter, sul retro della quale si legge “Please uncle president, send me an affidavit, to become a good American. Peter ” (Per favore zio presidente, mandami un affidavit, per diventare un buon americano). La lettera viene inoltrata dopo il tentativo fallito di Miklos Tannenbaum di essere anch'egli selezionato dalla delegazione canadese dei pellicciai, il che gli avrebbe permesso di partire alla volta del Canada insieme alle famiglie, amiche, dei Rubinstein e degli Hofstadter. Ma il limite posto al contingente era ormai stato raggiunto. [Tolino4] 

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Gruppo di profughi nel Campo n. 17 di Grugliasco. In basso a destra: Anczi Tannenbaum con il figlio Peter 

 

Il 20 luglio 1948, finalmente, i Tannenbaum ottengono il visto di ingresso in Uruguay. Vi arrivano il 16 ottobre 1948.

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Passaporto di Anna (Anczi) Tannenbaum e di suo figlio Peter

 

Si sistemano a Montevideo, dove Miklos gestirà un'agenzia di viaggi. Peter a 18 anni di età in qualche modo corona il vecchio sogno del padre di trasferirsi negli Stati Uniti: vi si reca per seguire gli studi universitari e vi rimane, come professore di matematica alla Fresno State University, in California. Nel 1979 i suoi genitori, Miklos e Anczi, poco dopo la visita dei Rubinstein si trasferiscono in Israele, seguendo le orme della sorella più giovane di Peter che vi era già emigrata. Lì concludono la loro vita, Anczi nel 2001 e Miklos nel 2004, lasciando l'eredità della loro storia a due figli e nove nipoti.

Nel 2000 anche Peter con la moglie Sarah durante una vacanza in Italia ritorna a Grugliasco, per cercare il Campo n. 17 e rivedere il luogo in cui aveva trascorso i primissimi anni della sua vita.

Nel marzo 2015 a New York, nel Palazzo di Vetro dell'ONU, vengono inaugurate due mostre gemelle che celebrano i 70 anni dell'organizzazione mondiale. In una delle due, in una teca, vengono esposte la lettera inoltrata nel luglio 1947 da Miklos Tannenbaum al direttore  dell'U.N.R.R.A. e la fotografia allegata di Peter, scattata nel giardino del campo n. 17 di Grugliasco, tratte dagli archivi dell'ONU. Una giornalista italiana residente a New York che segue l'ONU per alcune testate italiane, Alessandra Baldini, visitando la mostra viene catturata da quella lettera e dalla storia di quel profugo ebreo che vi si nascondeva. Riesce a rintracciare Peter Tannenbaum e a scrivergli, inviando una copia della fotografia di quel bambino esposta nella mostra. Il Professor Tannenbaum risponde sorpreso e commosso e  si reca anche a visitare la mostra, rivedendo se stesso bambino e la scrittura di suo padre.

 

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New York, Palazzo dell’ONU. Peter Tannenbaum, sua moglie Sarah e Alessandra Baldini in visita alla mostra.

Fonti: Robert Eli Rubinstein, An italian renaissance. Choosing life in Canada, Gerusalemme, 2010.

Archivio Storico della Città di Grugliasco, busta 336, XIII.1.1/2, Corrispondenza emigrati, 1947/1956.

A. Baldini, “UN70: allora come oggi, l'SOS di una famiglia di profughi in mostra all'ONU”, OnuItalia 04-11-2015

Fotografie: Alessandra Baldini, Archivio della famiglia Tannenbaum